Pippo – un appello di parole sbagliate

Pippo – un appello di parole sbagliate
Stiamo facendo di tutto per te, tu cerca di non lasciarci. Oggi niente pappa, neanche un pezzetto di wurstel. Bozzo sulla pancia, pelo che cade a ciuffi. Corsa dalla veterinaria, milza ingrossata, gastrite, terapia, a gennaio ecografia di controllo.
14/12/16 – Canile Comunale di Velletri (Roma) – Associazione Veliterna Tutela del Cane
Sai Pippo, anche a me verrebbe la gastrite dopo 5 anni rinchiusa in una gabbia.
Ma io non avrei nemmeno resistito quanto hai resistito tu, sarei morta molto tempo fa, non ho la tua forza.
Non siamo pronti a dirti addio, non in questo modo.
Ti ho chiesto tante volte di aspettare, ti ho promesso tante cose sussurrate all’orecchio, ma non sono ancora riuscita a regalarti la casa dove vorrei si fermasse il tuo respiro.
Non in una gabbia, non in un canile, non sul cemento, non come ultima immagine negli occhi quella delle di sbarre di ferro.
So che sei stanco di aspettare e non credi più a nulla, ce ne siamo accorti da tempo.
So che quello che sta accadendo è la conseguenza del fatto che ti stai lasciando andare, perchè l’ho visto altre volte.
L’anno scorso hai deciso di restare con noi, non posso chiederti di aspettare ancora e non posso biasimarti se hai deciso di lasciare questo mondo, perchè a uno come te deve far schifo.
Non ho avuto modo di farti conoscere l’altro lato del mondo, quello bello, quello di cui ti parlo sempre e che forse non conoscerai mai.
Non ho il coraggio di chiamare questo scritto “appello” perchè dopo tanti anni di vuoto assoluto farebbe ridere, so di non avere nessuno a cui appellarmi; diciamo che è una lettera dedicata a te, che voglio condividere con chi leggerà, per il puro gusto di farlo.
Ti vogliamo tutti bene, sei nei nostri cuori e lì resterai come ogni vecchietto storico.
Buonanotte Pippo, spero di rivederti domattina.

Ogni volta che penso a Pippo ogni parola mi sembra scritta, ogni frase già sentita. Dopo cinque anni che scrivo appelli per lui, l’ultimo esattamente un anno fa, sinceramente non so più cosa dire. Ricordo solo quel giorno in cui è entrato in canile, l’orecchio mozzato dal morso di un altro cane, le ossa che si contavano per via della leishmania.
Ricordo i suoi occhi quando l’anno scorso la maledetta gli ha attaccato il midollo, portandolo a un passo dalla morte.

Ricordo la lenta guarigione, mesi di angoscia, durante i quali è rinato contro ogni diagnosi e pronostico, perchè la sua forza ha potuto sconfiggere il mostro che ce lo voleva portare via.

E ricordo una sua peculiarità: i suoi lamenti, il suo pianto come richiesta di aiuto ogni volta che passavo davanti al suo box, fin da quando entrò in canile.

Oggi, dopo cinque anni di galera, Pippo mi sembra sinceramente rassegnato.

Non saprei se devo starci male oppure no, forse prima soffriva di più, quando la speranza era ancora viva in lui.

Ora quando lo chiamo lui alza la testa, mi osserva con uno sguardo che dice “cosa vuoi da me?”, poi si gira e se ne va.

Sembra non importargli più del contatto umano come prima, sembra voglia essere lasciato in pace.
Da umana egoista quale sono soffro, se invece provo a mettermi nei suoi panni non posso non comprenderlo, in fondo io sono una delle sue carceriere, lo custodisco in una gabbia, anche se la condanna non gliel’ho data io.

03 Novembre 2016 – Canile Comunale di Velletri (Roma) – Associazione Veliterna Tutela del Cane

Oggi Pippo non piange più come prima, non chiede più aiuto, in realtà credo non chieda più nulla, perchè questo è quanto si aspetta dalla sua vita: il nulla.
Ma se Pippo ha perso la speranza, c’è chi non la perde…


Qualche settimana fa è venuta da me una delle nostre volontarie, Orietta, una donna dal cuore enorme che potrebbe essere mia madre e che, con l’ingenuità di una bambina negli occhi, si è messa una mano in tasca e ne ha tirato fuori un foglio, consegnandomelo timidamente mi ha detto: “Ho scritto un piccolo appello per Pippo, due paroline, forse non vanno bene, ma io te lo do comunque, è da completare ma magari tu sai come usarlo; gli ho anche fatto la foto con la “bandana portafortuna”, quella che ho messo agli altri cani che poi sono stati adottati…”.

 

Per giorni ho pensato a quel foglio, a Pippo, a Orietta, alla “magica” bandana custodita come un amuleto…

Ogni tanto prendevo il foglio, me lo rigiravo tra le mani, leggevo le parole scritte in stampatello, tentavo di aggiungere qualcosa, poi lo riponevo nella cartellina perchè nessuna parola usciva fuori, le dita ferme sulla tastiera…

Oggi che le parole sono uscite tutte insieme come un fiume in piena, ho deciso di riportare fedelmente ciò che ha scritto Orietta, affinchè conosciate Pippo così come lo vede lei, attraverso i suoi occhi, la sua impotenza e la sua sofferenza per questo cane:


“Eccomi qua, alcuni di voi penseranno “ancora tu”… ebbene si, sono sempre io, Pippo, bello come il sole, chiaro come la luna… Sono nato nel 2006 e sono stato catturato e rinchiuso qui nel 2011. Ora sono veramente stanco di aspettare che una famiglia si accorga di me e mi porti via per farmi passare serenamente gli anni che mi restano da vivere. Ho 10 anni ma non sono poi da buttare via… Possibile che io non riesca a raggiungere il cuore di nessuno? Sono buono e tranquillo, so andare a spasso con la pettorina e in macchina e posso imparare a fare tante altre cose se tu mi insegnerai. Ti prego vieni a conoscermi, mi trovo al canile e non so quanto tempo resisterò se non mi porti via con te… Con amore, Pippo”.

 

Questo è il lungo appello di Pippo, molte persone non lo leggeranno fino in fondo e io stessa avrei potuto limitarmi a ripubblicare per l’ennesima volta la sua foto con scritto: “Pippo, simil labrador di 10 anni, da 5 anni in canile, taglia medio-grande circa 30 kg, 65 cm al garrese. Chippato, vaccinato, sterilizzato, leishmania positivo con titolazione bassa, in cura con Allopurinolo dal costo di circa 5 euro al mese. Va d’accordo solo con cani femmine, con bambini in età scolare, no gatti. Ha partecipato a due edizioni della sfilata canina al parco comunale ed è stato bravissimo. Cerca casa.”

 

Purtroppo so che questo non funziona, e forse non funzionerà nemmeno questo lungo appello, forse non sarò mai in grado di trovare le parole giuste che spingano qualcuno a fare di lui un membro della propria famiglia.

Il fatto è che, sebbene Pippo abbia perso la speranza, e forse anch’io un po’ insieme a lui, esistono persone che ancora sperano nel miracolo di un’adozione e mi chiedono di tentare ancora.

Per questo continuerò a cercare le parole che finora non ho mai trovato, continuerò ad aspettare quella mail o quella telefonata in cui mi chiedono di lui e continuerò a sperare che lui resti forte così come lo vedo ora, rassegnato si, deluso, ma non ancora piegato dalla vecchiaia e dalla malattia.

Per info dal lunedì al venerdì ore 9:00-13:00 oppure via messaggio o mail orario no stop, ai seguenti contatti:
Ufficio Adozioni: 06.96453459
Claudia: 338.7034771 adozionicanilevelletri@gmail.com
Caterina: 333.9726087

 

Adotta un cucciolo o un nonnino abbandonato, non farlo morire solo, vivono anni reclusi come prigioneri E NON HANNO NESSUNA COLPA.

Leave a Comment