Adottato! NonnoNerone 15 min. di aria al giorno 23h e 45 min. a marcire dentro ad un box, questa è la mia vita, la poca vita che mi resta

Adottato! NonnoNerone 15 min. di aria al giorno 23h e 45 min. a marcire dentro ad un box, questa è la mia vita, la poca vita che mi resta
Leo, 16 anni di cui cinque passati in canile, gli ultimi otto mesi della sua vita in famiglia, ora non c’è più.

I suoi umani mettendo da parte sofferenza, egoismo, dubbi, hanno deciso di donare la vita a un altro cane sfortunato.
Vita per un cane di canile non significa camminare, mangiare, respirare; per loro la vita inizia nel momento in cui varcano il cancello per andare a casa.
E così, dopo aver rivisto i cani (rigorosamente anziani!) e dopo qualche giorno di silenzio per poter decidere, ci hanno comunicato di aver scelto Nerone.

Non amo scrivere in prima persona, ma so che uno dei modi di cui dispongo per far conoscere le storie di questi cani, è anche attraverso le emozioni che provo.
Non sono mai stata una da “cocco di mamma”, per me tra i cani del canile non esistono figli o figliastri, sono tutti uguali.
Devo ammettere però che (da sempre) ad entrare nel box di Nerone sentivo una morsa al cuore.
Non era preferenza, solo maggior tristezza, aumentata dalla consapevolezza del suo stato di salute, della sua storia, e il suo faccione tranquillo, l’espressione rassicurante, come se fossi io quella che aveva bisogno di una pacca sulla spalla, non lui che viveva da recluso.
Ricordo come fosse oggi il giorno in cui è arrivato da un altro canile, ci guardava attraverso le grate della gabbia e il finestrino della macchina, ricordo la meraviglia nei suoi occhi quando ha poggiato le zampe sull’erba per la prima volta dopo tanto tempo, la paura che morisse solo in gabbia.
Dopo quattro anni in cui mi sono appellata al nulla, sapere che Nerone andava a casa è stata una gioia immensa.

Per questo durante l’incendio, mentre ero in strada insieme agli altri e piangevamo e attendevamo con ansia che spegnessero le fiamme per permetterci di entrare a vedere come stavano i cani, ricordo di essermi rivolta a lui con il pensiero pregandolo di tenere duro, di non morire perchè gli mancavano solo quattro giorni per andare a casa.
Quando l’incendio è stato domato e i miei colleghi hanno iniziato a salire io sono rimasta in strada, perchè sapevo di non poter reggere la vista di un solo cane a terra per un motivo così assurdo.
Posso accettare qualsiasi causa di morte che la natura ci impone, ma non posso accettare che uno di loro muoia in un modo così orribile e per lo stupido capriccio di qualcuno.
Quando mi hanno detto che i cani erano tutti vivi ho chiesto “Tutti?”, come se volessi un’ulteriore conferma su una notizia già chiarissima.
Enorme sospiro di sollievo.

E quattro giorni dopo, come annunciato, Nerone con indosso una pettorina che a fatica conteneva le sue ciccie è andato via insieme alla sua famiglia, in una mano il guinzaglio, nell’altra la busta di medicine che lui non sa a cosa servano, ne quali malattie curino, perchè ignora beatamente di essere malato.

Dopo tre anni in un altro canile, il trasferimento nel nostro, altri quattro anni di prigione, nonostante i suoi 12 anni di età, la leishmania, l’ipotiroidismo e l’epilessia, nonostante l’incendio, Nerone ce l’ha fatta ad aspettare la sua famiglia e lunedì scorso, alla presenza di molti riuniti nel piazzale quasi fosse una festa di addio, ci ha salutati e se n’è andato con papà Gabriele e mamma Caterina.
Onorata di aver conosciuto persone come loro, dotate di un cuore talmente grande da riuscire a contenere anche tutta la gioia e la tristezza che si porta dentro un vecchietto di canile.
Nerone dormi tranquillo e sogna solo cose belle, perchè per te il canile è un capitolo CHIUSO.

Associazione Veliterna Tutela del Cane

——————————————————————————–

“Ho trovato una fidanzata, ho dormito su tre cuscini contemporaneamente, ho visto il mare e ho ritrovato il sorriso, perchè ora ho una famiglia… Sono sopravvissuto a cinque anni di canile e alla mia età sono tanti, forse vivrò un altro mese, forse un anno… ma non importa, perchè ora sono a casa con mamma Caterina e papà Gabriele che si prendono cura di me…”

Grazie a tutti quelli che hanno condiviso l’appello di Leo durante tutti questi anni, a tutti quelli che hanno sperato e sognato insieme a noi questo momento…

Associazione Veliterna Tutela del Cane

16 Settembre 2016 – Sono passati quasi 9 mesi da quando è stato fatto questo appello, chissà se Nerone potrà farvi gli auguri di buona Pasqua anche il prossimo anno…. chissà se sarà ancora con noi… Negli ultimi giorni ha avuto un’altra crisi epilettica, la situazione è drammatica a tal punto che la Veterinaria ha deciso di aumentare la dose di Gardenale per paura che il ripetersi di queste crisi possa nuocergli in modo irreparabile… inutile dire che, come viene prescritto agli umani, anche i cani che soffrono di questa malattia DOVREBBERO condurre una vita tranquilla e abbassare il livello di stress fisico e psicologico… SECONDO VOI QUESTO E’ POSSIBILE IN UN CANILE? E’ possibile in giornate come queste, dove il cielo anche di notte si illumina a giorno a causa dei lampi, e il frastuono prodotto dai tuoni spaventa a morte 100 cani facendoli abbaiare tutti contemporaneamente? E’ possibile ora che arriverà il freddo e il cemento dei box diventerà ghiacciato? E’ vita questa per un cane malato? CON IL CUORE IN MANO vi preghiamo di far girare l’appello di Nerone… Grazie

#nonnoneronelibero

BUONA PASQUA! A NOI IL CONIGLIETTO HA PORTATO UNA BELLA CRISI EPILETTICA! IL POVERO NONNO NERONE, 11 ANNI, NON CE LA FA PIU’… AIUTATECI!!!

27 Marzo 2016 – Canile Comunale di Velletri (Roma) – Associazione Veliterna Tutela del Cane

NON C’E’ PIU’ TEMPO PER LUI!!!!

Nerone (alias Polpetta), 11 anni, MORBIDISSIMO simil bracco, taglia media (50 cm al garrese) anche se pesa 30 kg perchè ha tanta ciccia…
Affetto da 3 diverse malattie, per le quali è in cura con farmaci che costano pochi euro: leishmania a livelli bassi (trattata con Allopurinolo), ipotiroidismo (trattato con Eutirox), epilessia (trattata con Gardenale).
Chippato, vaccinato, sterilizzato.
Compatibile con altri cani, anche maschi; NO gatti.
In canile dal 2010.
Video sulla nostra pagina FB “Canile Comunale di Velletri”.

Adottabile solo al centro-nord Italia previa visita di preaffido.

Video sulla nostra pagina FB “Canile Comunale di Velletri”

Per info dal lunedì al venerdì ore 9:00-13:00 oppure via messaggio o mail orario no stop, ai seguenti contatti:
Ufficio Adozioni: 06.96453459
Claudia: 338.7034771 adozionicanilevelletri@gmail.com
Caterina: 333.9726087

Stamattina la mia collega Caterina ha notato che Basco (il vicino di box di Nerone) era particolarmente agitato, perciò si è avvicinata per capire cosa stesse accadendo e ha trovato Nerone in terra, in preda ad una crisi epilettica.
Ha atteso pazientemente che la crisi terminasse, facendo attenzione che Nerone non si ferisse mentre aveva le convulsioni.
Non aveva crisi da mesi (almeno non davanti a noi) e sicuramente questa è stata scatenata dal cambio di stagione.
Ma la causa non importa… quello che ci preoccupa davvero è che NERONE NON PUO’ CONTINUARE A VIVERE IN CANILE!
Quando avrà la prossima crisi potrebbe ferirsi in modo grave, potrebbe avere un forte malore e se ciò avviene di notte (quando Nerone è solo, senza nessuno che lo possa aiutare), potrebbe essere la fine per lui…

Nero, sovrappeso, anziano e malato, Nerone è uno dei cani con il più basso indice di adottabilità di tutto il canile… ma non sarà questo a farci desistere dal continuare a cercare una persona sensibile, priva di quella superficialità che ti fa preferire il cane “carino” ad uno dei TANTI “Nerone” che muoiono nelle gabbie dei canili di tutto il paese…

Nerone proviene da un grande canile di Latina, dove i volontari sono pochi rispetto al numero dei cani e alle continue emergenze, perciò fanno quanto è in loro potere, compreso far uscire a turno i cani…
Ebbene quando Nerone fu trasferito presso il nostro canile (ormai 3 anni fa), non sappiamo da quanto tempo non uscisse dal suo box, ma grande fu per lui l’emozione di trovarsi con le zampe sul prato nel recinto di sgambamento, per così tanto tempo ed ogni giorno, tanto che anche lui (come molti sventurati del canile) aspetta sempre ansioso davanti alla porta del suo box, in attesa che arrivi l’operatore che lo porta fuori in passeggiata…

Ma questo è il meglio che Nonno Nerone si deve aspettare dalla vita?
Un quarto d’ora di libertà al giorno e 23 ore e 45 minuti a marcire dentro ad un box, ogni giorno della poca vita che gli resta?
Dobbiamo restare immobili, aspettando di vedere quale delle 3 malattie se lo porterà via per prima?
NO, perchè non vogliamo pensare che questa sia la tappa finale della sua vita…

QUINDI VI CHIEDIAMO PER FAVORE DI AIUTARCI A CONDIVIDERE LA STORIA DI NONNO NERONE!
META’ DELLA SUA VITA IN UNA GABBIA, HA DIRITTO ANCHE LUI AL SUO CUSCINO COLORATO E ALL’AMORE DI UNA FAMIGLIA!!!