Tre anime perse in cerca di amore (Sammy Kim e Petunia)

Tre anime perse in cerca di amore (Sammy Kim e Petunia)

11/04/18 – Canile Comunale di Velletri (Roma) – Associazione Veliterna Tutela del Cane

Mamma Petunia, giovane, inesperta, fobica… e le sue tre cucciole di quattro mesi…
Era il 2015 quando sono state catturate e portate in canile.
In seguito sono risultate tutte positive alla leishmania, cionostante una delle cucciole è stata adottata.
Crescendo sono state divise e messe in box con altri cani più socievoli, nella speranza di migliorare la loro situazione emotiva.

Petunia è una cagnetta molto timida, la più timida delle tre.
Anche in presenza degli operatori che conosce, spesso si nasconde nella zona notte con l’aria preoccupata; con chi ha più confidenza si sbilancia nel dare un bacetto fugace sulla mano per poi allontanarsi in fretta, come se avesse paura di restare scottata.
Quando si trova in uscita nell’area di sgambamento è molto felice, a volte fa l’invito al gioco ma poi fugge via, si riavvicina, fa la stessa scenetta e poi si sottrae di nuovo.


Il dramma dei fobici è vivere intrappolati nel “vorrei ma non posso”.
Petunia raramente si presta alle coccole, ma come tutti gli animali sociali è in cerca di affetto e del suo posto nel mondo.
Prende coraggio dagli altri cani, le affinità elettive si creano con loro, perchè parlano la sua stessa lingua e la comprendono meglio di noi.
Ha conservato un forte istinto materno: dopo che Roma (altra mamma sfortunata e sua compagna di box) ha finito di mangiare, Petunia inizia a leccarle tutto il muso, poi la testa e la lava proprio come se fosse la sua cucciola.
Se vede che qualcuno accarezza Roma, in rari casi anche lei riesce a vincere le sue paure e a farsi avanti, facendosi sfiorare da un paio di carezze.
Per tutti questi motivi per Petunia è assolutamente consigliata un’adozione in una famiglia dove sia presente un altro cane, preferibilmente socievole con gli umani, che possa fare da ponte e trainarla verso la famiglia adottiva, al fine di instaurare una relazione con loro.
L’immagine che Petunia trasmette è quella di un delicato e prezioso oggetto di cristallo: va trattata con diligenza, pazienza e gentilezza, per evitare che il suo cuore già ferito si frantumi in mille pezzi.

Kim è la via di mezzo: timida ma non come la mamma.
Va d’accordo con gli altri cani e, nonostante il timore nei confronti degli umani, si fa manipolare senza alcun problema.
Di recente è stata portata dal veterinario perchè la leishmania le ha causato dei sintomi cutanei.
In macchina è stata di un’educazione fuori dal comune: posizione a sfinge, niente abbai, guaiti, nausea o “emergenze” che di solito hanno i cani che soffrono il mal d’auto.
In sala d’aspetto idem, anche alla presenza di altri cani lei stava immobile, sdraiata davanti ai nostri piedi senza fare un fiato.
Purtroppo l’abbiamo dovuta trasportare “di peso” da una parte all’altra, perchè lei non cammina con pettorina e guinzaglio, lo stesso vale per la mamma e la sorella.
Ha fatto una lastra per un callo sospetto sulla zampa, che per fortuna non era niente di cui preoccuparsi, inoltre ha fatto un prelievo di tessuto (doloroso) dall’orecchio per controllare mezzo istologico una ferita che non guariva (anche questa nulla di grave, sempre dovuta alla leishmania).
Nonostante tutte queste “torture” lei è stata bravissima, ha indossato senza fare storie la museruola (come misura precauzionale) e si è fatta fare tutti gli esami necessari.
Ora è in cura con l’Antimania e le manifestazioni cutanee stanno scomparendo.
Se ha di fronte una persona di cui si fida Kim le dà la zampa e si mette pancia all’aria, massima dimostrazione di fiducia per un cane, soprattutto se timido come lei, significa “puoi farmi quello che vuoi, io sono innocua” e nel rispetto di questa genuina esternazione, l’unica cosa da fare è darle una carezza leggera sul soffice pelo.
Si narra che Kim sorrida, io non l’ho mai vista e purtroppo nessuno dei colleghi è mai riuscito ad immortalarla, ma raccontano che quando è particolarmente felice solleva il labbro superiore e mostra i dentini in un ghigno delizioso.

Sammy è la cana che mi è entrata nel cuore.
In canile si cerca di non fare “figli e figliastri”, ma anche se li trattiamo tutti allo stesso modo, ciò che sentiamo dentro nessuno ce lo può negare.
Lei è quella che mi fa avere il classico pensiero: “Se potessi la adotterei”… Purtroppo non posso.
Sarà per il modo in cui esprime le sue emozioni, come quando appoggia il muso sulla mia guancia…
Sarà per il modo in cui mi guarda.
Forse sarà anche per il suo carattere, in certi ambiti particolare, come ad esempio la gelosia che la contraddistingue.
Se un altro cane si avvicina a me lei si mette in mezzo e gli da una bella sederata per scansarlo… “A bello c’ero prima io, ma tu guarda questo che libertà si prende…”.
Lei è senz’altro la più estroversa rispetto a Kim e mamma Petunia.
Convive NON PROPRIO pacificamente con i suoi compagni di box, nel senso che ogni tanto le parte l’embolo e prende di mira l’elemento più “debole” del branco: immobile, postura rigorosamente rigida, presta il fianco e ringhia all’altro cane senza girare la testa verso di lui ma soltanto gli occhi, con uno sguardo “assassino”; l’altro cane, basito, ricambia lo sguardo senza avvicinarsi, con un’espressione da “ma questa è scema proprio!”, poi finisce tutto lì.
Assomiglia alla mamma che guarda storto il figlio e lo rimprovera a denti stretti quando dice qualcosa di inopportuno facendole fare una figuraccia.
In “canese” sembra un po’ voler ribadire il concetto “guarda stai invadendo la mia bolla d’aria, stammi lontano sennò faccio un macello!”.
In virtù di ciò l’adozione ideale per Sammy sarebbe come figlia unica o in compagnia di un cane estremamente equilibrato che possa gestire queste sue stravaganti (seppur innocue) uscite.
La scorsa estate è stata male a causa della leishmania, eravamo tutti in pensiero per lei.
Zoppicava, non si alzava, non voleva neppure uscire dal box.
Giaceva in terra sul cemento, come uno straccio vecchio.
Nel suo sguardo una tristezza che lacerava il cuore.
Poi la cura ha fatto effetto ed è tornata la pestifera di sempre!
Da grande vuole fare la modella, si presta ai selfie che è una bellezza, guarda fisso dentro al telefono con la faccia da “anvedi quanto so’ figa!” e giù di foto, anche 40 di fila senza battere ciglio!
Adora le coccole e si trova bene anche con ragazzi in età scolare.

Questa è la loro storia, tutto ciò che di loro possiamo raccontarvi.
Se ci siamo dilungati è perchè sappiamo che, nel calderone di migliaia di cani adulti in cerca di casa, non è sufficiente spiattellare in rete una foto con scritto “adottatele”.
Loro tre, come ogni cane, sono individui; come ogni individuo, non ne esiste un altro uguale, sono uniche.
Finchè il loro cuore continuerà a battere, sogneranno la libertà e l’amore di una famiglia, le due cose da sempre agognate dai cani di canile.

Chippate, vaccinate, sterilizzate.
Petunia è nata nel 2014, Kim e Sammy nel 2015.
Sono taglia media, quasi uguali tra loro, in occasione della visita veterinaria di Kim l’abbiamo messa sulla bilancia e pesa 21 kg.

Chairimenti sulla leishmania (sfatiamo miti e leggende):
la leishmania NON è direttamente contagiosa in quanto è il pappatacio (piccola zanzara) che la trasmette, non il cane.
Se così non fosse tutti i cani del mondo avrebbero la leishmania, soprattutto nei canili dove vivono tutti insieme.
Per proteggere i cani sani dalla leishmania e quelli malati da recidive, è sufficiente applicare l’antiparassitario regolarmente.
Il costo del mantenimento di un cane con la leishmania è relativamente sostenibile e varia a seconda del peso, in questo caso specifico circa 3 euro al mese per l’Allopurinolo, circa 16 euro al mese quando è necessario somministrare l’Antimania (per fortuna raramente) e un’analisi di controllo quando lo consiglia il veterinario.
Negli ultimi tre anni per ciascuna di loro la terapia con Antimania è stata prescritta soltanto una volta.
La leishmania se tenuta sotto controllo non è una malattia invalidante, anzi, diventa asintomatica e il cane risulta assolutamente normale e in salute, come tutti gli altri.
Un cane affetto da leishmania può morire tranquillamente di vecchiaia a 14 anni e più e per cause non connesse alla malattia.

Non trattiamoli come lebbrosi perchè non lo sono, possono e devono essere adottati senza riserve.

Adottabili in tutto il centro e nord.
Per info dal lunedì al sabato ore 9:00-13:00 oppure via messaggio o mail orario no stop, ai seguenti contatti:
Ufficio Adozioni: 06.96453459
Caterina: 333.9726087 (anche whatsapp)
Claudia: 338.7034771 adozionicanilevelletri@gmail.com

Adotta un cucciolo o un nonnino abbandonato, non farlo morire solo, vivono anni reclusi come prigioneri E NON HANNO NESSUNA COLPA.